[Estratto dal numero 1 di Eretici Del Terzo Millennio, scaricabile gratuitamente qui: http://eresiaunicavia.altervista.org/]
La donna […] non si era mai divertita, e perché voleva una rivincita sulla vita insulsa che aveva condotto.
La donna aveva odiato tutti e tutto in egual misura, senza tralasciare niente. Odiava la sua casa, odiava viverci e odiava uscirne, odiava la sua famiglia (troppo provinciali) e i suoi amici (troppo banali); odiava la sua città, gli sconosciuti che le camminavano accanto; odiava camminare, odiava il vento e il sole, odiava la pioggia, odiava parlare con gli altri e odiava isolarsi, odiava studiare, odiava lavorare, odiava i bambini, odiava i genitori di quei bambini, odiava le persone felici (cosa avevano da sorridere?), odiava essere felice, odiava essere triste, odiava odiare (perché la sua vita doveva essere così insignificante?), odiava tutto quello che voleva e odiava non ottenere niente di quello che voleva, odiava lamentarsi e odiava doversi lamentare per far capire agli altri come si sentiva (erano troppo stupidi per capirlo da soli). Odiava a qualunque ora del giorno e della notte, odiava sempre, odiava tutto.

Racconto e disegno di Daniela Montella






Nell’ultima ora del giorno più buio, al cospetto del tramonto ghiacciato e sordo, prendiamo le nostre paure e le lasciamo libere nella notte. Comincia così: paure nude che si rincorrono.
Nell’ultima ora del giorno più buio, al cospetto del tramonto ghiacciato e sordo, prendiamo le nostre paure e le lasciamo libere nella notte. Comincia così: paure nude che si rincorrono; in alto il nero. La luna è sparita. Le nostre paure corrono in branco alla ricerca di una nuova preda…